Recensione di Slay the Spire 2: un deckbuilder imponente intrappolato nella propria ombra
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Il primo Slay the Spire, pubblicato nel 2019 da Mega Crit, non ha dato il via al genere dei roguelike deckbuilder, ma di sicuro gli ha dato una bella spinta. Ha introdotto l’idea, francamente geniale, di permettere al giocatore di vedere il prossimo attacco di un nemico, aggiungendo un gradito livello di strategia a un genere che si basava in gran parte sul caso e sulla fortuna cieca.
Quando avvii Slay the Spire 2, che è entrato in Early Access all’inizio di marzo 2026, ti viene subito un senso di déjà vu: l’eroe iniziale è l’Ironclad, proprio come nel primo gioco. Le sue carte iniziali sono quasi identiche, l’interfaccia ha un layout molto simile all’originale e lo stile grafico, sebbene raffinato, è di fatto un’eco del primo Slay the Spire. Se Mega Crit punta sulla nostalgia per vendere il sequel, sta andando nella direzione giusta.
La
mia recensione di Slay the Spire 2 analizza a fondo se la nostalgia sia tutto ciò che il sequel ha da offrire o se riesca a innovare come ha fatto l’originale.
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TL;DR – Panoramica della recensione di Slay the Spire 2
Prima di addentrarci nei meandri della costruzione del mazzo e della caccia alle reliquie, ecco una breve panoramica di ciò che troverai in questa recensione di Slay the Spire 2.
| Caratteristica | Dettagli |
|---|---|
| Genere | Roguelike con costruzione del mazzo |
| Meccanica principale | Scala, combatti, muori e potenzia |
| Punto di forza principale | Meccaniche raffinate e grafica migliorata |
| Punto debole principale | Bilanciamento dell’Early Access e sensazione di eccessiva familiarità |
| Verdetto chiaro | Una potenziale evoluzione di una formula vincente |
| Ideale per | Appassionati di strategia e veterani dei giochi di carte |
Recensione di Slay the Spire 2: un passo alla volta
Il meccanismo di gioco di base è sempre lo stesso: inizi ogni partita ai piedi della Spire, con ogni Atto che consiste in una mappa ramificata che promette tesori, eventi imprevisti, mostri d’élite e la possibilità di morire. Il combattimento basato sulle carte richiede ancora di bilanciare attacco e difesa contro gli attacchi in arrivo, ben segnalati, con le carte che costano Energia (inizi ogni round con 3 Energia, ma puoi aumentarla con carte e reliquie). Dopo ogni scontro, puoi raccogliere oro, pozioni ed espandere il tuo mazzo con nuove carte.
Va tutto bene perché non c’era proprio nulla da sistemare in questa struttura. Tra i migliori giochi di strategia sul mercato, Slay the Spire 2 riesce comunque a distinguersi grazie a quella sensazione di “ancora un tentativo”; raccoglierai reliquie in grado di cambiare completamente la tua strategia al volo e, alla fine, dovrai affrontare boss che metteranno alla prova tutto ciò che hai imparato per passare all’Atto successivo.
Vecchia giocabilità, nuove idee

Fin qui tutto simile, ma allora cosa c’è di veramente nuovo? Mentre tornano i personaggi giocabili Ironclad, Silent e Defect, ci sono due nuovi arrivati: il Regent e il Necrobinder. Il Necrobinder di Slay the Spire 2 spicca in modo particolare, introducendo meccaniche complesse di evocazione dei servitori e un nuovo sistema di risorse (Esaurimento) che ti costringe a ripensare il modo in cui gestisci le tue carte.
Il Regent offre un archetipo di tipo diverso, utilizzando una risorsa chiamata “Stelle” e una nuova parola chiave, “Forge”, per manipolare la gestione delle carte in modi che il gioco originale aveva solo accennato. L’unica vera lamentela che ho riguardo a questi nuovi personaggi è che Slay the Spire 2 li nasconde dietro la progressione di gioco, invece di presentarli fin dall’inizio.
A proposito di sblocchi, c’è un sistema di progressione chiamato “Epochs” che, tra le altre cose, ti garantisce di iniziare una partita incontrando un personaggio specifico (come Neow) o di sbloccare nuovi personaggi giocabili e carte. Offre anche approfondimenti sulla storia e qualcosa di più simile a una trama generale sulla Spire e i suoi abitanti.

Proprio come nell’originale, le nuove carte e reliquie ridisegnano le strategie, rendendo questo gioco uno dei migliori giochi di costruzione di mazzi attualmente disponibili (ad esempio, ho iniziato l’Atto 2 con una reliquia “lacrime di drago” che mi dava due punti Energia in più se finivo il round precedente con Energia non spesa). Mi piace anche la nuova parola chiave “Sly” per il personaggio Silent, perché le permette di giocare carte gratis quando vengono scartate.
La notizia migliore è che non ci vuole molto prima che compaiano carte nuovissime durante una partita; una delle mie preferite è un uovo (trovato durante uno degli eventi misteriosi) che si può mangiare per recuperare HP o far schiudere in seguito. Ho scelto la seconda opzione e mi sono ritrovato con un uccellino da compagnia in grado di attaccare i nemici senza consumare Energia.
Un miglioramento sottile
Durante la mia recensione di Slay the Spire 2, non riuscivo a scrollarmi di dosso la sensazione che sembrasse tantissimo una versione rimasterizzata dell’originale. Anche se all’inizio è un po’ deludente, le sottili differenze iniziano a diventare evidenti. L’avanzamento, ad esempio, sembra più veloce di prima e, che sia stato per fortuna o per scelta degli sviluppatori, ho ottenuto carte più potenti più rapidamente rispetto al primo Slay the Spire.
Anche la grafica è in generale più raffinata, anche se mantiene lo stesso stile familiare con pennellate grezze. Vale anche la pena notare che, trattandosi di una versione in Early Access (ho provato la versione 0.98.2), potresti imbatterti in qualche imperfezione grafica, come le immagini provvisorie. Per chi dà molta importanza all’estetica nei migliori giochi indie, non si tratta di un enorme salto di qualità rispetto al primo Slay the Spire, ma la differenza si nota.
Scala la guglia con gli amici

Questa recensione di Slay the Spire 2 non sarebbe completa se non parlassi di una delle poche innovazioni evidenti: in Slay the Spire 2 si può giocare in quattro. Questa modalità prevede scontri condivisi e richiede un intenso lavoro di squadra e un coordinamento strategico per sopravvivere, anche se al momento è difficile trovare sinergie tra le carte delle diverse classi di personaggi (in più, per ora ci sono solo poche carte generiche pensate esclusivamente per il multiplayer).
Ci sono però alcuni dettagli carini, come il fatto che i forzieri regalino una reliquia a testa e tu possa cliccare su quella che preferisci. In questo modo l’icona del tuo personaggio viene posizionata su di essa e, non appena tutti ne hanno contrassegnata una, vengono distribuite. I conflitti si risolvono con un’animazione di “sasso, carta, forbici” davvero carina.
Ciononostante, vale la pena notare che in questa fase di Early Access il coordinamento può sembrare un po’ macchinoso, e ci sono evidenti limiti nel funzionamento del multiplayer (come i giocatori che si disconnettono e alcune carte che rimangono bloccate in brevi cicli di feedback). È un’aggiunta significativa, ma ha sicuramente bisogno di più tempo per maturare e poter competere con i migliori giochi cooperativi sul mercato.
Il ciclo infinito di rigiocabilità
La rigiocabilità è il punto di forza di Slay the Spire 2. Anche se è ancora in Early Access, tra partite casuali, incontri generati proceduralmente e l’enorme numero di combinazioni di carte, potresti giocarci per anni e trovare ancora una nuova configurazione. Mega Crit ha dichiarato di non avere una roadmap specifica per Slay the Spire 2, soprattutto perché conta sui giocatori per dare forma allo sviluppo.
Come ogni buon gioco roguelike, Slay the Spire 2 si basa sulla sperimentazione e sui tentativi ripetuti. Scoprire le configurazioni ottimali fa parte del divertimento, e la difficoltà che aumenta man mano garantisce che non ti adagi mai troppo.
Se hai bisogno di una mano, dai un’occhiata ad alcuni consigli della community su Slay the Spire per aiutarti a sopravvivere ai primi atti. È proprio questo livello di profondità il motivo per cui spesso lo si paragona ai giochi da tavolo fisici ispirati ai videogiochi (tra l’altro, anche il primo Slay the Spire è disponibile come gioco da tavolo cooperativo).
Sequel o DLC glorificato?

C’è un dibattito sempre più acceso tra i giocatori che ho scoperto mentre scrivevo la mia recensione di Slay the Spire 2: si tratta di un vero e proprio sequel o solo di un’espansione? Alcuni critici e giocatori hanno notato che il sequel sembra più una versione perfezionata che una reinvenzione da zero. Non posso dargli torto… ma allo stesso tempo non riesco nemmeno a essere pienamente d’accordo.
- Pro: sistemi notevolmente migliorati, nuove meccaniche entusiasmanti e personaggi come il Necrobinder, oltre a una presentazione decisamente migliore.
- Contro: il ciclo di gioco è molto familiare e alcune modifiche al design sono decisamente conservative.
Slay the Spire 2 si colloca invece a metà strada. È una versione perfezionata che espande il mondo senza stravolgere le fondamenta che lo hanno reso grande. Devo anche dire che questa volta sembra esserci più senso dell’umorismo: in un evento trovi un libro intitolato “I 3 modi migliori per battere la Spire”, che include consigli del tipo “Parare è da codardi”.
I dolori della crescita dell’Early Access
È importante ricordare che Slay the Spire 2 è attualmente in Early Access. Non è un prodotto finito e Mega Crit non sa ancora quando sarà pronta la versione 1.0. Di conseguenza, potresti incontrare problemi di bilanciamento, elementi provvisori o contenuti che sembrano ancora un po’ grezzi. Stai partecipando al percorso di sviluppo, quindi modera le tue aspettative di conseguenza.
Il mio giudizio complessivo su Slay the Spire 2: la Torre ha bisogno di ulteriori miglioramenti
In definitiva, Slay the Spire 2 non fa molto per distinguersi dal suo predecessore. La buona notizia è che il primo gioco è una base eccellente e solida su cui costruire, e il sequel è ancora in fase di sviluppo. Anche se vale la pena giocarci già adesso, tra qualche mese sarà sicuramente in condizioni migliori.
Per concludere la mia recensione di Slay the Spire 2, dirò che è sorprendentemente rifinito per essere una versione in Early Access e, a giudicare dalle aggiunte di contenuti attuali, sembra essere un’evoluzione ben ponderata del genere deckbuilder.
| Pro | Contro |
|---|---|
| ✅Nuovi personaggi innovativi come il Necrobinder ✅Grafica e animazioni migliorate ✅Modalità cooperativa divertente e stimolante | ❌Il bilanciamento dell’Early Access deve ancora essere perfezionato ❌Il gameplay di base è quasi identico a quello del primo gioco |
- Ideale per: I veterani della strategia che cercano meccaniche più profonde e una produzione di alto livello.
- Meno adatto a: Giocatori che speravano in un cambiamento radicale rispetto al gameplay dell’originale.
